Italia: un paradiso fiscale per i nerd
Questa volta mi discosto dai soliti argomenti che sono solito trattare sul mio blog e vi parlerò di fisco, un tema piuttosto sentito in questo periodo di crisi e di killeraggi mediatici d'ogni tipo. Spesso capita, a noi informatici, di avere un idea di business o qualche potenziale commessa per il quale non vale assolutamente la pena aprire una partita IVA e farci carico degli innumerevoli balzelli burocratici che questa richiede, per non parlare dei contributi previdenziali obbligatori, la cui unica certezza è che l'età pensionabile, per noi poveri sfigati nati "dopo", è qualcosa di asintotico... Ah, certo, dimenticavo il commercialista, una figura, di fatto, obbligatoria in Italia, visto il continuo cambio di regole. Infine ci sono le tasse, quelle cose che si pagano affinché lo Stato possa restituircele sotto forma di servizi...mmh... ops! Credo di essermi confuso con un film di fantascienza!
In sintesi, quando ci capita una situazione del genere, si può scegliere tra:
- lavorare a "nero" e farsi pagare in contanti
- lavorare in regime di prestazione occasionale (art. 61 276/03) con ritenuta d'acconto
- lavorare in regime di diritti d'autore con ritenuta d'acconto (ai più sconosciuto)
Lavorare in nero
In questo caso il problema tasse e burocrazia non esiste, però bisogna convivere con la paura di essere "beccati" e con la restrizione di non poter spendere liberamente i soldi, poiché qualunque spesa tracciabile e/o la costituzione di patrimonio (casa, auto, etc) farebbe scattare automaticamente una segnalazione dal "cervellone" dell'Agenzia delle Entrate (una cosa che si poteva fare già 20 anni fa!). Inoltre non è assolutamente detto che il committente, sopratutto se si tratta di una società o di un ente, sia disposto ad accettare questa forma di retribuzione. In sintesi, per chiunque abbia un minimo di logica, appare chiaro che sia una opzione da riservare a lavori di poco conto con committenti prevalentemente privati e imprese individuali. Mi scuso con i lettori più sensibili per aver trattato con troppa disinvoltura questo tema, ma, credetemi, è solo la realtà.
Prestazione occasionale
Con la cosiddetta "prestazione occasionale", pagheremmo le tasse sul reddito personale come ogni altro comune mortale, con una aliquota minima del 23% fino a 15.000 euro annui, di cui il 20% verrebbe subito trattenuto alla fonte dal committente attraverso la ritenuta d'acconto, il quale, se non fa il furbo e/o non fallisce prima del tempo, dovrebbe produrci una certificazione in cui dichiara che ha trattenuto una certa somma dal nostro compenso e l'ha versata allo Stato. Con questa certificazione, in sede di dichiarazione dei redditi, potremo detrarre la parte di tasse già pagate e, nel caso queste ultime fossero maggiori di quanto dovuto (capita spesso per piccoli volumi), potremo chiedere allo Stato il rimborso della parte accedente, il quale, nella migliore delle ipotesi, ci giungerà non prima della prossima era glaciale. Questa soluzione, rispetto all'apertura della partita IVA, ha l'indubbio vantaggio di farci risparmiare gli oneri burocratici e previdenziali, ma ha 2 considerevoli limitazioni:
- non si possono superare 5000 € nell'anno solare con lo stesso committente
- i rapporti non possono superare i 30 giorni con lo stesso committente nell'anno solare
Le suddette limitazioni esistono per evitare che questa tipologia contrattuale "occasionale" venga usata per aggirare tipologie ben più onerose, come il lavoro subordinato, a progetto o autonomo. Per quel che ci riguarda, visto che nessuno potrà mai quantificare il nostro lavoro intellettuale o quello svolto da remoto, l'unico limite è quello dei 5000 € per committente, oltre il quale sarebbe necessario stipulare un contratto di altra natura (es. a progetto), in ogni caso, se si hanno più committenti e si supera la soglia dei 5000€ nell'anno solare, scatterebbero tutti gli obblighi previdenziali. Per uno studente che vuole arrotondare è perfetto, per tutti gli altri, in assenza di altri redditi o rendite, si tratta di mera sopravvivenza. Inoltre, se lo studente (o qualunque altra persona) guadagna più di 2840€ (lordi!!) ed è fiscalmente a carico dei genitori o altri familiari, quest'ultimi perderebbero fino a 950€ di detrazioni, poiché, oltre la suddetta soglia, si è considerati "indipendenti"; una cosa abbastanza ridicola, visto che è impensabile vivere con poco più di 200€ al mese.
Ricapitolando, per minimizzare il prelievo fiscale non bisogna superare:
- 2840 € se si è a carico di terzi (fiscalmente capienti) e non volete perdere le detrazioni
- 5000 € in tutti gli altri casi
Per rendere più chiara l'idea del limite del primo punto, è sufficiente immaginare uno studente che incassa, nell'anno solare, 2842 € , ovvero appena 2 euro oltre la soglia. Ebbene, i genitori di questo babbeo, si troverebbero a sborsare fino a 950€ di tasse in più, in quanto non potrebbero più usufruire della detrazione per figlio a carico. Questo significa, se avete seguito, che a partire dai 2840 € e fino a 3790 € conviene lavorare gratis!
Diritti d'autore
Il regime fiscale dei diritti d'autore derivanti dalle opere di ingegno è qualcosa che esiste da diversi decenni, eppure la gran parte delle persone, inclusi i commercialisti, ne sa poco o niente. Questo regime, particolarmente vantaggioso, è applicabile a tutti coloro che traggono reddito da opere di ingegno di carattere creativo in qualunque settore (musica, letteratura, matematica, informatica, etc), ma sembra che gli unici ad usufruirne in Italia siano solo scrittori ed artisti. Tornando al mondo nerd, iniziamo col dire che qualsiasi programma per elaboratore (così recita la legge) che produciamo è un'opera di ingegno. Stabilito che il risultato del nostro lavoro intellettuale non è altro che un'opera d' ingegno, possiamo chiedere al nostro committente/utilizzatore un compenso per lo sfruttamento o la cessione dei diritti d'autore. Ma perché dovremmo? Eccone alcuni vantaggi:
- esenzione IVA
- deduzione forfettaria del 40% del compenso lordo per gli under 35
- nessun limite annuale sul reddito
- nessun obbligo previdenziale
Come per le prestazioni occasionali, il compenso è esente da IVA e questo è un gran vantaggio, sia perché non dobbiamo gestirne la contabilità, sia perché, quando il committente è un privato o un ente per il quale l'IVA è un
costo (es. associazioni, università, etc), ci consente, a parità di lavoro, di guadagnare il 21% in più (o fare un prezzo più basso al committente) rispetto a un programmatore professionista con partita IVA. Tuttavia il vero vantaggio di questo regime è senza dubbio la deduzione forfettaria del 40% del compenso per gli under 35 (25% per gli over 35), che si traduce in uno sconto del 40% sulle tasse, da qui il titolo "un paradiso fiscale per i nerd". In verità il legislatore ha voluto riconoscere il fatto che, per produrre un'opera di ingegno, l'autore affronta alcune spese, le quali devono essere dedotte dal reddito lordo, così come avviene per le imprese, tuttavia, data la vastità dei settori coinvolti e la natura del lavoro intellettuale, non era possibile regolamentare le suddette e quindi è stata adottata una soluzione forfettaria. Non so voi, ma , per quanto mi riguarda, le uniche spese che affronto quando sviluppo un software, sono quelle per la caffeina e taurina! Un altro vantaggio è che, a differenza del regime delle prestazioni occasionali, non esiste alcun limite annuale sul reddito, ovvero si può guadagnare quanto si vuole e non vi è alcun obbligo previdenziale, ad ogni modo, se vi preoccupa la pensione, nessuno vi impedisce di versare i contributi volontari.
Diritti d'autore: chi può farlo e come
Anzitutto bisogna specificare che, per vedersi riconosciuti tali redditi come derivanti dalla cessione di diritti o sfruttamento dell'opera di ingegno, l'autore non deve conseguirli nell'esercizio dell'impresa commerciale o professionale. Ad esempio, un programmatore professionista con partita IVA non può chiedere un compenso per lo sfruttamento dei diritti d'autore di un software che gli è stato commissionato, tuttavia, può ricevere compensi per la cessione di diritti d'autore di un libro o di un progetto di orologio a cucù. Comunque, se non avete la partita IVA, il problema non si pone. L'altra cosa di vitale importanza è il contratto: deve essere chiaro il compenso e che si tratta di sfruttamento di diritti d'autore, in caso contrario potreste avere dei seri problemi col fisco. Naturalmente, trattandosi di software, vi consiglio di non trascurare anche tutto quello che riguarda la proprietà dei sorgenti, l'esclusività o meno dei diritti, la durata, etc. Se avete un amico avvocato che mastica la materia, fatevi aiutare.
Regimi a confronto
Prendiamo l'esempio di un programmatore under 35 che vuole lucrare su un software auto-prodotto e non ha altri redditi. La tabella in basso rappresenta l'ammontare del compenso netto (quello che mettiamo effettivamente in tasca) al variare del lordo, a seconda del regime che si sceglie. I calcoli sono stati effettuati tenendo conto delle aliquote IVA e IRPEF dell 2013, trascurando le addizionali, gli eventuali contributi previdenziali e tenendo conto delle detrazioni per lavoro autonomo. I soggetti che prenderemo in esame, entrambi potenzialmente a carico di una famiglia con reddito complessivo di 15000 €, sono:
- Studente (Freelance) senza P. IVA
- Professionista con P. IVA con regime ordinario
Caso n. 1:
| Compenso Lordo |
Regime | IVA | Imponibile IRPEF |
IRPEF | Detr. figlio a carico | Compenso netto |
% | |
| a | 2800 € | P. Occ. | 0 € | 2800 € | 0 € | SI | 2800 € | 100% |
| b | 3400 € | P. Occ. | 0 € | 3400 € | 0 € | NO (-800 €) | 2600 € | 76% |
| c | 5000 € | P. Occ. | 0 € | 5000 € | 50 € | NO (-800 €) | 4150 € | 83% |
| d | 5000 € | D. Aut. | 0 € | 3000 € | 0 € | NO (-800 €) | 4200 € | 84% |
| e | 8000 € | D. Aut. | 0 € | 4800 € | 0 € | NO (-800 €) | 7200 € | 90% |
| f | 15000 € | D. Aut. | 0 € | 9000 € | 1058 € | NO (-800 €) | 13142 € | 87% |
| g | 25000 € | D. Aut. | 0 € | 15000 € | 2570 € | NO (-800 €) | 21630 € | 86% |
| h | 50000 € | D. Aut. | 0 € | 30000 € | 7170 € | NO (-800 €) | 42030 € | 84% |
Notiamo subito che nel caso "b", nonostante si sia percepito un compenso lordo più alto del caso "a", paradossalmente il netto (familiare) sia inferiore. Questo è dovuto alla perdita delle detrazioni per figlio a carico (pari a 800€ se la famiglia ha un redditto complessivo di 15000 €). Un' altra cosa evidente è che, fino a 5000 € di compenso, in termini di pressione fiscale non ci sono grosse differenze tra il regime della prestazione occasionale e quello dei diritti d'autore, tuttavia quest'ultimo ha 2 vantaggi: il primo è che non ci "consuma" il limite dei 5000€ annuale per i compensi delle prestazioni occasionali, una cosa utile qualora volessimo svolgere un altro lavoro che non può essere retribuito attraverso la cessione dei diritti d'autore; il secondo è che, grazie alla deduzione forfettaria del 40%, il nostro compenso inciderà solo per il 60% sul reddito complessivo familiare e questo ridurrebbe gli indici che misurano la ricchezza familiare, sui quali si basano le agevolazioni e il costo dei servizi (es. tasse universitarie, ticket, farmaci, etc). Il massimo dell'efficienza fiscale si ottiene nel caso "e", ovvero con un compenso lordo di 8000€ col regime dei diritti d'autore , che, dopo la deduzione forfettaria del 40%, diventano 4800 €, soglia sotto la quale non si pagano tasse (un tempo "no-tax area"), ovvero la quota IRPEF (23% di 4800€) viene compensata dalla detrazione per lavoro autonomo, pari a 1.104 € . In sintesi, possiamo guadagnare 8000 € completamente esentasse, soglia che può, generalmente, essere innalzata a 10-12000 € sfruttando tutte le detrazione a cui abbiamo diritto, ad esempio quelle per le spese sanitarie, per le rette universitarie, per i canoni di locazione, etc. Infine, come nel caso "h", è possibile guadagnare anche cifre considerevoli lasciando allo Stato appena il 15-16%.
Caso n. 2:
| Compenso Lordo |
IVA | Imponibile IRPEF |
IRPEF | Detr. figlio a carico | Compenso netto |
% | |
| a | 2800 € | 485 € | 2314 € | 0 € | SI | 2314 € | 82% |
| b | 3400 € | 566 € | 3400 € | 0 € | NO (-800 €) | 2034 € | 72% |
| c | 5000 € | 833 € | 4167 € | 0 € | NO (-800 €) | 3367 € | 67% |
| d | 8000 € | 1388 € | 6612 € | 456 € | NO (-800 €) | 5356 € | 67% |
| e | 15000 € | 2603 € | 12397 € | 1914 € | NO (-800 €) | 9683 € | 64% |
| f | 25000 € | 4338 € | 20662 € | 4223 € | NO (-800 €) | 15639 € | 62% |
| g | 50000 € | 8677 € | 41333 € | 11726 € | NO (-800 €) | 28807 € | 57% |
Appare subito evidente come ci sia una differenza piuttosto evidente in termini di pressione fiscale rispetto ai regimi del primo caso. Infatti, senza considerare gli oneri previdenziali (27% circa del reddito), a parità di lavoro (ovvero di compenso richiesto al committente), quello che mettiamo effettivamente in tasca è poco più della metà. Va precisato anche che, nonostante l'IVA sia solo una partita di giro, per il fruitore finale, diretto o indiretto, è un costo. A tutto questo si aggiungono ulteriori oneri di natura contabile (commercialista), balzelli d'ogni tipo, burocrazia, studi di settore e rischio di sanzioni, visto che stare perfettamente in regola, con tutti questi adempimenti, è come fare un terno al lotto.
Conclusioni
Per quanto mi riguarda, credo che l'Italia (paese che amo, nonostante tutto) sia uno Stato tecnicamente fallito sul piano economico e sociale, a maggior ragione in un contesto globalizzato/europeizzato dove, nostro malgrado, dobbiamo competere appesantiti da una zavorra di mediocrità e parassitismo sociale. Se anche le cose dovessero andare per il verso giusto, prima di coglierne i frutti, avremmo già da tempo esaurito i nostri anni migliori. Quindi, miei cari colleghi under 35, se non vi siete già trasferiti all'estero e non volete diventare subito "carne di porco" per la "bestia", approfittate di questi mezzi leciti per abbattere il carico fiscale. Il regime dei diritti d'autore trova applicazione in molti contesti e, anche quando sembra impossibile, potete sicuramente forzare la mano. Ad esempio, nessuno potrà mai dirvi nulla se offrite consulenza gratuita all'azienda Tal dei Tali dalla quale percepite lauti compensi per lo sfruttamento di un vostro software sviluppato in un paio di notti. Per il resto, sempre in un contesto da libero professionista, se avete superato i 35 anni e non potete optare per i regimi agevolati (es. superminimi, etc), non vi resta che essere munti e nutrire la "bestia".
Approfondimenti
- Come si dichiarano i redditi derivanti da diritti d'autore
- Come applicare il regime dei diritti d'autore
- Le detrazioni per i familiari a carico
- INPS - Il Lavoro autonomo occasionale
- La qualificazione giuridica del contratto di sviluppo software
- Diritto d'autore, aspetti fiscali
febbraio 12th, 2013 - 11:51
Alcuni passaggi mi sono sembrati semplicistici….
Se una persona percepisce 2842 € lordi, probabilmente è vero che i suoi genitori, potrebbero usufruire di meno detrazioni (fino a 950€, ma la cifra è inferiore se il ragazzo ha un fratello che resta comunque a carico). Ma anche ipotizzando che sia figlio unico, se questi presenta la dichiarazione dei redditi, qualche mese dopo riceverà un conguagli (nelle ipotesi che stiamo trattando, sicuramente superiore ai 6-700€). Se invece il ragazzo non presenta dich.redditi (essendo sotto i 5000€ non è obbligato a farlo) non riceverà nulla, ma i genitori potranno comunque usufruire di una parte di quelle detrazioni (anche se molto meno di 950€)
febbraio 12th, 2013 - 15:43
Per cifre così basse la dichiarazione dei redditi si presenta per ottenere il rimborso della ritenuta d’acconto (cosa che non tutti fanno).
Il fatto di rinunciare alla dichiarazione dei redditi e quindi al rimborso non ci permette di mantenere le detrazione per figlio a carico. La legge è chiara in proposito, si parla di redditi percepiti, a prescindere che siano dichiarati o meno.
Chi ha avuto un compenso lordo per prestazione occasionale di 2842€ pari a 2273€ al netto della ritenuta d’acconto può chiedere allo Stato, in sede di dichiarazione dei redditi, la restituzione delle tasse (pari 568€). In ogni caso i genitori perderebbero la facoltà di detrarre il carico familiare.
maggio 8th, 2013 - 09:44
ottimo articolo.già conoscevo l’argomento.ho un solo dubbio: come occorre compilare correttamente il modello unico? Non so proprio come fare.spero in un tuo aiuto..grazie
maggio 8th, 2013 - 16:03
http://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/10207-come-si-dichiarano-i-redditi-derivanti-da-diritti-di-autore-nella-dichiarazione-unico-persone-fisiche-2010.html